Laboratorio
di
espressione musicale


Suono
&
Ritmo

 

 
 

il 4 ottobre 2013 apertura delle iscrizioni
al
laboratorio annuale di espressione musicale

Suono & Ritmo
il laboratorio ha cadenza settimanale e persegue l'integrazione fra musicisti e giovani disabili

tutti i venerdì dal 4 ottobre al 27 giugno
dalle ore 17.30 alle 19.30

a Messina, nella Casa del Con, in Via Maddalena n° 8

 per informazioni
ilcantiereincanto@libero.it

http://youtu.be/zW5LNQadP80

Conduttori
Francesca Billé
psicopedagogista
3388138293 -
bisor@tiscali.it
Ciovanna La Maestra esperta di educazione corporea e di improvvisazione vocale
090 2934446 - giovannalamaestra@tiscali.it
Angelo Tripodo
batterista e percussionista jazz, esperto di improvvisazione creativa

3396114566 - atrip55@tiscali.it

Collaboratori:

Paolo Fresu musicista jazz
Alessandra Giura Longo flautista
Francesco Ghirlanda batterista

E’ previsto un contributo mensile

 
lo spazio di lavoro

 

Il Laboratorio è rivolto a giovani disabili interessati all'improvvisazione musicale.  Offre da ottobre a giugno, una volta la settimana, un approccio non convenzionale alla musica e un incontro basato sullo scambio creativo. E’ aperto, periodicamente,  a giovani musicisti in formazione che desiderano sperimentare una prassi fondata sulla relazione fra i componenti del gruppo e sul rapporto con lo spazio e il tempo esplorati nelle concrete condizioni dell’esperienza percettiva. Nato dall’ipotesi culturale che non è necessario impadronirsi a priori delle regole di un linguaggio per arrivare ad una espressione coerente, si giova della collaborazione di musicisti professionisti che fanno ricerca nell’ambito dell’improvvisazione creativa.
Nucleo fondante del lavoro è l’azione intesa come struttura ricorsiva di percezione,
  immaginario, memoria, pensiero, atto.
La pratica dell’ascolto sposta l’attenzione dalla tecnica strumentale al rapporto fra intenzione e azione, e consente una produzione musicale, svincolata da codici predefiniti, la cui partitura è scritta dall’organizzazione dello spazio sonoro e dalla combinazione delle installazioni strumentali.
Nella storia del Laboratorio l’esplorazione (dei luoghi, dei suoni, dei movimenti, delle immagini) ha avuto ed ha una funzione fondamentale, sia per i conduttori sia per i partecipanti. E’ stato infatti dalla raccolta dei rumori del bosco e dell’esplorazione dello spazio che
  sono nate le prime frasi ritmiche e dall’integrazione fra i ritmi dei passi di ciascuno e gli spazi percorribili che sono nati i primi movimenti sonori. Memoria e immaginario sono intrinsecamente connessi con l’esperienza del movimento
.
I conduttori curano:

- la formazione del gruppo attraverso percorsi fondati sulla centralità della percezione sensoriale individuale e l’elaborazione di un codice comunicativo comune generato dalla pratica dell’ascolto;
- l’esperienza del rapporto fra  il movimento, l’azione nello spazio e nel tempo e il suono;
- la valorizzazione, nel gruppo, degli apporti individuali;
- la produzione di suoni come gesto organico del corpo che incontra lo strumento e
 gli altri;
- la valorizzazione di strutture (in questo caso musicali) che nascono dall’ascolto delle diversità (l’improvvisazione creativa).
La pratica dell’ascolto e la relazione con lo spazio e il tempo vengono rimessi periodicamente in gioco
- riascoltando le registrazioni di brani prodotti dal Laboratorio e ricostruendo la disposizione spaziale degli strumenti al momento della registrazione;
-  
sperimentando in piccoli gruppi formazioni diverse e diverse condizioni improvvisative.
Nel laboratorio Suono e Ritmo, la relazione fra i conduttori e i giovani disabili che ne costituiscono il nucleo fondante ha generato un modo della comunicazione musicale che, pur senza negarli a priori, rompe i codici consolidati della produzione organizzata di suoni e consente di aprirsi all’incontro e allo scambio con musicisti interessati a confrontarsi con percorsi educativi e musicali sperimentali.
In questo contesto, inoltre, l’incontro con l’handicap offre a ragazzi normali la possibilità di stare nella musica non precipitando sul prodotto, ma mantenendo viva l’attenzione al processo creativo e generando una musicalità organizzata da ritmi interni, non da regole esterne indipendenti dalle diversità di ciascuno.

Riferimenti culturali
Dal punto di vista musicale il riferimento culturale a cui si ispirano gli animatori è il Free Jazz (John Coltrane, Leo Smith, gli Art Ensamble of Chicago, Creative construction Company…)
…Ritmo. Ritmo. Il ritmo, dicono molti africani, esisteva all’inizio del tempo, ed è stato spesso ritenuto l’assoluto creatore del mondo e dei suoi abitanti. Esso è perciò l’essenza fondamentale dell’universo, il fluido nascosto che scorre attraverso tutti gli esseri, umani, animali, vegetali. Il magico punto di contatto di partecipazione dell’uomo alla natura. Credo che questa sia l’espressione più profonda dell’essenza della improvvisazione.
… Si ha improvvisazione allorché i quattro elementi primari, suono, ritmo, silenzio e spazio, sono organizzati e presentati nel momento stesso in cui vengono concepiti…
… La natura interiore dell’improvvisazione e della composizione può essere orizzontale, verticale o tutte e due insieme, nel qual caso diventa una cosa diversa e può essere figurata come circolare. Il suono (accordi e scale), il ritmo, il silenzio, lo spazio ne costituiscono gli ingredienti interiori e seguono le medesime leggi fondamentali della polarità…
                                                                                                                                                                        
Leo Smith, Note sulla natura della musica- Pisa 1981
… faccio musica, ma non per motivi strettamente musicali. E nemmeno voglio insegnare qualcosa, cerco solo di vivere un’esperienza e questa esperienza è la comunicazione… Quando uso la parola “processo”, potrei anche dire “esperienza”. L’esperienza di essere lì, improvvisando dal nulla, è il passaggio dall’esperienza di non toccare il piano a quella di toccarlo. Non è tanto importante il tipo di musica che faccio, quanto il fatto stesso di toccare il piano…
…La cosa ridicola, quando la gente scrive di musica, è che scrive di fatti, di cose tecniche. Nessuno dice: «Come si fa a diventare musicista?» Parlano solo della tecnica…
…C’è un esercizio [utile]: stai camminando per la strada e vedi un pacchetto di sigarette nel fango; prima di fare qualsiasi altra cosa, cerca di ricordare di cos’era in origine. Di cosa è fatto? Di carta e cellophane. Di cosa è fatto il cellophane? E una sigaretta? Di carta e tabacco. Bene, la carta viene dagli alberi e il tabacco si coltiva, ma di cosa è fatto il filtro? È fatto di schiuma, da cosa viene la schiuma? Guardiamo le cose, stringiamo un bicchiere e non sappiamo neanche cos’è. Questo tipo di esercizio può rivelarti molto. Sembra semplice. Devi solo cercare di trovare l’origine delle cose che vedi. Da dove vengono? Allora forse comincerai a guardare anche te stesso, in questo modo…

                                                                                                                                                                                Keith Jarrett, Il mio desiderio feroce – 1994 Roma

Riferienti metodologici

Dal punto di vista metodologico, il Laboratorio mette in pratica le tecniche di vita della Pedagogia
Frèinet e mantiene rapporti di scambio e collaborazione con i docenti della Scuola di Artiterapie  ad indirizzo psicofisiologico integrato di Roma (con il prof. Vezio Ruggieri, docente di Psicofisiologia clinica nella Facoltà di Psicologia della Sapienza  e direttore della Scuola; con i dottori Roberto Calabrese, Silvia Micocci e Gerolamo Minasi, psicologi e arteterapeuti).