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per
informazioni
ilcantiereincanto@libero.it
http://youtu.be/zW5LNQadP80
Conduttori
Francesca Billé psicopedagogista
3388138293 -
bisor@tiscali.it
Ciovanna La Maestra esperta di educazione
corporea e di improvvisazione vocale
090 2934446 -
giovannalamaestra@tiscali.it
Angelo Tripodo batterista e percussionista jazz,
esperto di improvvisazione creativa
3396114566 -
atrip55@tiscali.it
Collaboratori:
Paolo Fresu musicista jazz
Alessandra Giura Longo
flautista
Francesco Ghirlanda
batterista
E’ previsto un contributo mensile

lo spazio di lavoro
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Il Laboratorio è
rivolto a giovani disabili interessati all'improvvisazione musicale. Offre da ottobre a giugno, una volta la
settimana, un approccio non convenzionale alla musica e un incontro basato sullo
scambio creativo. E’ aperto, periodicamente,
a giovani musicisti in formazione che desiderano sperimentare una prassi
fondata sulla relazione fra i componenti del gruppo e sul rapporto con lo spazio
e il tempo esplorati nelle concrete condizioni dell’esperienza percettiva. Nato
dall’ipotesi culturale che non è necessario impadronirsi a priori delle regole
di un linguaggio per arrivare ad una espressione coerente, si giova della
collaborazione di musicisti professionisti che fanno ricerca nell’ambito
dell’improvvisazione creativa.
Nucleo fondante del lavoro
è l’azione intesa come struttura ricorsiva di percezione,
immaginario, memoria, pensiero, atto.
La pratica dell’ascolto
sposta l’attenzione dalla tecnica strumentale al rapporto fra intenzione e
azione, e consente una produzione musicale, svincolata da codici predefiniti, la
cui partitura è scritta dall’organizzazione dello spazio sonoro e dalla
combinazione delle installazioni strumentali.
Nella storia del
Laboratorio l’esplorazione (dei luoghi, dei suoni, dei movimenti, delle
immagini) ha avuto ed ha una funzione fondamentale, sia per i conduttori sia per
i partecipanti. E’ stato infatti dalla raccolta dei rumori del bosco e
dell’esplorazione dello spazio che
sono nate le prime frasi ritmiche e dall’integrazione fra i ritmi dei passi di
ciascuno e gli spazi percorribili che sono nati i primi
movimenti sonori. Memoria e
immaginario sono intrinsecamente connessi con l’esperienza del movimento.
I conduttori curano:
- la formazione del
gruppo attraverso percorsi fondati sulla centralità della percezione sensoriale
individuale e l’elaborazione di un codice comunicativo comune generato dalla
pratica dell’ascolto;
- l’esperienza del
rapporto fra il movimento, l’azione
nello spazio e nel tempo e il suono;
- la valorizzazione, nel
gruppo, degli apporti individuali;
- la produzione di suoni
come gesto organico del corpo che incontra lo strumento e
gli altri;
- la valorizzazione
di strutture (in questo caso musicali) che nascono dall’ascolto delle diversità
(l’improvvisazione creativa).
La pratica dell’ascolto e
la relazione con lo spazio e il tempo vengono rimessi periodicamente in gioco
- riascoltando le
registrazioni di brani prodotti dal Laboratorio e ricostruendo la disposizione
spaziale degli strumenti al momento della registrazione;
- sperimentando in
piccoli gruppi formazioni diverse e diverse condizioni improvvisative.
Nel laboratorio
Suono e Ritmo, la relazione fra i conduttori e i giovani disabili che ne
costituiscono il nucleo fondante ha generato un modo della comunicazione
musicale che, pur senza negarli a priori, rompe i codici consolidati della
produzione organizzata di suoni e consente di aprirsi all’incontro e allo
scambio con musicisti interessati a confrontarsi con percorsi educativi e
musicali sperimentali.
In questo contesto,
inoltre, l’incontro con l’handicap offre a ragazzi
normali la possibilità di stare nella
musica non precipitando sul prodotto, ma mantenendo viva l’attenzione al
processo creativo e generando una musicalità organizzata da ritmi interni, non
da regole esterne indipendenti dalle diversità di ciascuno.
Riferimenti culturali
Dal punto di vista musicale
il riferimento culturale a cui si ispirano gli animatori è il Free Jazz (John
Coltrane, Leo Smith, gli Art Ensamble of Chicago, Creative construction Company…)
…Ritmo. Ritmo. Il
ritmo, dicono molti africani, esisteva all’inizio del tempo, ed è stato spesso
ritenuto l’assoluto creatore del mondo e dei suoi abitanti. Esso è perciò
l’essenza fondamentale dell’universo, il fluido nascosto che scorre attraverso
tutti gli esseri, umani, animali, vegetali. Il magico punto di contatto di
partecipazione dell’uomo alla natura. Credo che questa sia l’espressione più
profonda dell’essenza della improvvisazione.
… Si ha
improvvisazione allorché i quattro elementi primari, suono, ritmo, silenzio e
spazio, sono organizzati e presentati nel momento stesso in cui vengono
concepiti…
… La natura
interiore dell’improvvisazione e della composizione può essere orizzontale,
verticale o tutte e due insieme, nel qual caso diventa una cosa diversa e può
essere figurata come circolare. Il suono (accordi e scale), il ritmo, il
silenzio, lo spazio ne costituiscono gli ingredienti interiori e seguono le
medesime leggi fondamentali della polarità…
Leo Smith,
Note sulla natura della musica- Pisa 1981
… faccio musica, ma
non per motivi strettamente musicali. E nemmeno voglio insegnare qualcosa, cerco
solo di vivere un’esperienza e questa esperienza è la comunicazione… Quando uso
la parola “processo”, potrei anche dire “esperienza”. L’esperienza di essere lì,
improvvisando dal nulla, è il passaggio dall’esperienza di non toccare il piano
a quella di toccarlo. Non è tanto importante il tipo di musica che faccio,
quanto il fatto stesso di toccare il piano…
…La cosa ridicola,
quando la gente scrive di musica, è che scrive di fatti, di cose tecniche.
Nessuno dice: «Come si fa a diventare musicista?» Parlano solo della tecnica…
…C’è un esercizio
[utile]: stai camminando per la strada e vedi un pacchetto di sigarette nel
fango; prima di fare qualsiasi altra cosa, cerca di ricordare di cos’era in
origine. Di cosa è fatto? Di carta e cellophane. Di cosa è fatto il cellophane?
E una sigaretta? Di carta e tabacco. Bene, la carta viene dagli alberi e il
tabacco si coltiva, ma di cosa è fatto il filtro? È fatto di schiuma, da cosa
viene la schiuma? Guardiamo le cose, stringiamo un bicchiere e non sappiamo
neanche cos’è. Questo tipo di esercizio può rivelarti molto. Sembra semplice.
Devi solo cercare di trovare l’origine delle cose che vedi. Da dove vengono?
Allora forse comincerai a guardare anche te stesso, in questo modo…
Keith Jarrett, Il mio desiderio feroce –
1994 Roma
Riferienti metodologici
Dal punto di vista
metodologico, il Laboratorio mette in pratica le tecniche di vita della
Pedagogia
Frèinet e mantiene rapporti
di scambio e collaborazione con i docenti della Scuola di Artiterapie
ad indirizzo psicofisiologico integrato di Roma (con il prof. Vezio
Ruggieri, docente di Psicofisiologia clinica nella Facoltà di Psicologia della
Sapienza
e direttore della Scuola;
con i dottori Roberto Calabrese, Silvia Micocci e Gerolamo Minasi, psicologi e
arteterapeuti).
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